Mastoplastica additiva

Chirurgia di aumento del seno

Aumento del seno con l'inserimento di protesi mammarie o con autotrapianto adiposo.
La Mastoplastica additiva, chirurgia plastica estetica dell’aumento del seno (mastoplastica di aumento) è uno degli interventi di chirurgia estetica più comunemente richiesti ed effettuati ogni anno dai chirurghi plastici di tutto il mondo.
Nell'intervento di aumento del seno possono essere utilizzate protesi mammarie anatomiche, biodimensionali, a goccia, a gel coesivo.

 

 Gli obbiettivi della Mastoplastica additiva

Alcune donne possono anche essere indifferenti ai mutamenti estetici dei loro seni ma è pur vero che la maggior parte delle donne non si accetta né con un seno troppo piccolo, che mette in discussione la stessa valenza femminile, né tantomeno accetta i cambiamenti dovuti all'età e relativi all'appeal del loro seno.
Ogni donna considera il suo seno forse come la parte più importante di sè.

Le donne generalmente decidono di sottoporsi all'intervento di mastoplastica additiva per varie motivazioni.

 

Mastoplastica additiva con protesi mammarie

E’ bene sapere che l’impiego delle prime protesi mammarie risale all’inizio degli anni Sessanta. Da allora più di due milioni di donne, nel nostro paese hanno deciso di migliorare l'estetica del proprio seno richiedendo un’impianto di protesi mammarie.

In un intervento di mastoplastica additiva tramite protesi mammarie è possibile scegliere tra diversi tipi di protesi: con soluzione salina, con gel di silicone, protesi a laccio, protesi a base di tessuto adiposo, di forma rotonda o di forma anatomica.

 

 Obiettivo della mastoplastica additiva con protesi

Spesso per una perdita di peso, comunemente per l'invecchiamento o semplicemente dopo un parto, il volume del seno di una donna, così come la sua forma possono subire importanti cambiamenti. Anche questo può spingere una donna a richiedere un intervento di aumento del seno. L’intervento di mastoplastica additiva è tra gli interventi di chirurgia estetica, quello più richiesto ai chirurghi plastici estetici ed è la procedura più diffusa per migliorare la forma e le dimensioni del seno.

L'obiettivo che ogni donna vuole raggiungere sottoponendosi ad un intervento di mastoplastica additiva (o di aumento) è di aumentare o reintegrare il volume del suo seno sciupato per l'età o per una gravidanza e di renderlo più tonico e più sensuale. Attraverso l'uso delle protesi, oltre al al rassodamento del seno, è possibile ottenere un aumento di misura e di volume. L'uso delle protesi mammarie è una scelta obbligata quando al rassodamento del seno. che si potrebbe ottenere con una semplice mastopessi, è richiesto anche un aumento di volume. mastoplastica additiva obiettivi.

E’ riconosciuto che l’impianto di protesi mammarie per l’aumento del volume del seno contribuisce all’equilibrio e ad una maggiore autostima della donna ed aumenta la sua fiducia in sè.

 

Il candidato ideale per una mastoplastica additiva (o di aumento)

Sono una buona candidata per l'aumento del mio seno?

Una o più delle seguenti condizioni fanno di te una buon candidata per l'aumento del seno:

  • sei infastidita dalla sensazione che il tuo seno sia troppo piccolo
  • i tuoi indumenti si adattano bene intorno ai fianchi ma spesso sono troppo grandi a livello del seno
  • sei consapevole di dover  "aiutare" il tuo seno con indumenti ad hoc (reggiseni o costumi da bagno imbottiti o studiati per simulare un seno di maggiori dimensioni)
  • sei consapevole che i tuoi seni sono diventati più piccoli e hanno perso tono e consistenza  dopo la maternità
  • una perdita di peso ha cambiato le dimensioni e la forma del tuo seno
  • uno dei tuoi seni è notevolmente più piccolo rispetto all'altro

 

 Visita specialistica per l'intervento di mastoplastica additiva

La visita dello specialista chirurgo plastico estetico prima di un intervento di mastoplastica additiva ha lo scopo di documentare la paziente sulla fattibilità della dimensione desiderata del suo nuovo seno e su tutto quanto possa essere riferibile al suo aspetto. È molto importante esprimere al chirurgo estetico tutte le vostre aspettative; questo aiuterà il chirurgo estetico a capire meglio a stabilire se realisticamente possono essere soddisfatte.
Il vostro il seno verrà esaminato e verranno scattate alcune fotografie inserite poi nella vostra cartella clinica. Verranno valutate tutte le varie possibilità operative, sia relativamente alla forma che alle dimensioni del seno, alla qualità della vostra pelle ed alla posizione delle vostre areole. Se il vostro seno è cadente potrebbe essere indicata una procedura di mastopessia (lifting del seno) come integrazione dell’intervento di mastoplastica additiva. Se siete decise a sottoporvi all'intervento di rimodellamento del seno è opportuno presentarvi alla visita specialistica provviste di tutta la documentazione che avete a disposizione sul vostro passato medico e cioè:

  • le informazioni su eventuali patologie,
  • allergie ai farmaci,
  • cure mediche ricevute,
  • precedenti interventi chirurgici (tra cui biopsie al seno e farmaci che eventualmente state assumendo).

Durante la visita per l’intervento di aumento del seno con protesi vi verrà chiesto se nella vostra famiglia esiste una storia di cancro al seno e se vi siete mai sottoposte ad indagini mammografiche. Questa circostanza può essere un elemento di discussione e di attenta valutazione, caso per caso, specie per le donne che magari sono a più alto rischio per il cancro al seno a causa della loro storia famigliare o per altri motivi.
Non vi è alcuna prova scientifica che l'aumento di volume del seno possa aumentare il rischio di cancro al seno.
La presenza di protesi mammarie, tuttavia, rende tecnicamente più difficile eseguire e leggere le mammografie.
Vi verrà spiegato che il posizionamento della protesi sotto il muscolo pettorale può interferire meno con un esame mammografico, ma altri fattori potranno inoltre essere presi in esame per quanto concerne il tipo di posizionamento dell'impianto protesico. Discuteremo ampiamente su questi aspetti con voi. Se avete intenzione di perdere una quantità significativa di peso è importante che ce lo riferiate.

Potremmo consigliarvi di stabilizzare il vostro peso prima di programmare l'intervento. Se pensate di rimanere incinta in futuro, dovreste parlarcene. La gravidanza può alterare la dimensione del seno in modo imprevedibile e questo potrebbe incidere sui risultati a lungo termine dell’intervento di mastoplastica additiva.

 

Come viene eseguito un intervento di mastoplastica additiva?

 

Tutte le informazioni riguardanti le tecniche di intervento di aumento di volume del seno, come vengono posizionate le protesi, cosa accade il giorno dell'intervento e cosa succederà dopo, le potete trovare al successivo paragrafo:  Come si esegue un intervento di mastoplastica additiva.

 

  Le vie d'accesso chirurgico

Tre sono le vie chirurgiche d'accesso più utilizzate per l'inserimento delle protesi mammarie nel corso della mastoplastica additiva, l'incisione chirurgica puo essere eseguita:

  • a livello dell'areola mammaria
  • del solco sotto mammario
  • nel cavo ascellare.

L'accesso chirurgico è necessario per introdurre la protesi mammaria ma innanzitutto per poter preparare la tasca chirurgica che riceverà la protesi. La tasca protesica - Per una buona riuscita dell'intervento la tasca chirurgica dove alloggerà la protesi mammaria dovrà essere sufficientemente grande e "centrata" sotto l'areola mammaria. Durante il confezionamento della tasca protesica dovranno essere chiusi tutti i vasi sanguigni interrotti durante le manovre di dissezione per evitare ematomi.

 

  Gli accessi chirurgici

L'accesso chirurgico areolare (emi areola inferiore) prevede la sezione della ghiandola mammaria e dei dotti galattofori che si trovano nel tragitto chirurgico fino al piano di dissezione che costituirà la base della tasca ricevente la protesi mammaria.
L'accesso chirurgico dal solco sotto mammario consente di evitare la sezione della ghiandola mammaria e dei dotti galattofori permettendo di giungere al piano di dissezione della tasca protesica subito al di sotto della ghiandola mammaria.
L'accesso chirurgico dal cavo ascellare consente di raggiungere il piano di dissezione della tasca chirurgica retro muscolare avendo come guida il pilastro anteriore dell'ascella (elemento anatomico appartenente al muscolo gran pettorale).
Pro e contro dei vari accessi chirurgici e ragioni della loro scelta.
L'accesso peri areolare è stato il primo ad essere eletto come accesso chirurgico per l'impianto di protesi mammarie sulla base della convinzione che la natura anatomica dell'areola mammaria (colore e caratteristiche irregolarità) avrebbe potuto occultare meglio la cicatrice. Con l'eccezione di areole particolarmente piccole che non consentono l'introduzione di una protesi di adeguate dimensioni (tranne che con l'utilizzo di protesi mammarie gonfiabili) venivano considerate la via d'accesso di prima scelta per eseguire una mastoplastica additiva.
Pitanguy, il noto chirurgo brasiliano lanciò una variante tecnica per l'accesso areolare per evitare di ledere la maggior parte dei dotti galattofori che si trovano concentrati al di sotto del l'areola (e che con l'accesso dall'emi areola vengono in parte sezionati) suggerendo la via trans areolare, anziché peri areolare.
In questo modo i dotti potevano venir separati senza essere sezionati dal taglio obliquo peri areolare.
La via di accesso sottomammaria venne via via a sostituire la via peri areolare quando le protesi mammarie vennero costruite con silicone ad elevata coesività, condizione questa che rendeva le protesi da inserire molto più consistenti e quindi molto meno malleabili e richiedeva quindi accessi di maggiori dimensioni (di almeno quattro/cinque centimetri contro i 3,5 cm sufficienti per le protesi di vecchia generazione più morbide) per inserire protesi mammarie che col tempo venivano richieste, tra le altre cose, di dimensioni sempre maggiori.
La via di accesso ascellare è di recente introduzione e nasce nell'ottica di minimizzare il segno dell'accesso chirurgico: è utilizzata da un numero esiguo di chirurghi data la difficoltà di garantire con questa via d'accesso "lontana" una buona visione del campo operatorio principale per poter eseguire una buona emostasi (coagulazione dei piccoli vasellini sanguigni) durante l'esecuzione della tasca chirurgica protesica, specie nel caso di complicazioni (comparsa di ematoma) e per poter eseguire con precisione una buona tasca chirurgica.
L'esperienza, al di là delle motivazioni pubblicitarie che via via hanno promosso ora questa ora quel l'altra strada di accesso per la mastoplastica additiva (la via ascellare in particolare ha battuto molto la scena della comunicazione di massa per la sua "presa" sui soggetti per i quali era particolarmente importante pensare di poter meglio nascondere i segni dell'intervento di mastoplastica), ha definitivamente e inequivocabilmente promosso la via del solco sottomammario. I limiti che l'esperienza nella procedura chirurgica di impianto di protesi al seno ha fatto rilevare ai chirurghi estetici, che di base hanno scelto la via del solco sottomammario, relativamente alle vie alternative (peri areolare inferiore e ascellare) sono descritti di seguito.

  • La via peri areolare talvolta può causare retrazioni sottostanti, durante il processo di guarigione della ferita chirurgica tali da deformare (anche se minimamente) il contorno areolare.
  • Nel tragitto di dissezione chirurgica per giungere al piano di dissezione della tasca protesica possono verificarsi nel tempo micro calcificazioni che potranno creare confusione durante i percorsi diagnostici del cancro della mammella nel perimetro della profilassi del cancro mammario, perché rilevati dalle varie indagini strumentali (ecografia, mammografia, RMN, TAC): cosiddetti falsi positivi.
  • Protesi mammarie di grandi dimensioni potrebbero trovare un limite di inserimento in areole particolarmente piccole.
  • La via ascellare potrebbe trovare il limite nel caso di impianto di protesi di grandi dimensioni a meno di non utilizzare protesi gonfiabili (con soluzione fisiologica) poco richieste, dato il lungo percorso da attraversare per giungere alla tasca protesica
  • La via ascellare potrebbe creare problemi nel caso di reintervento per contrattura capsulare o per ematoma data la scarsa visibilità del campo operatorio da questa via "lontana" di accesso chirurgico.
  • La cicatrice nel cavo ascellare potrebbe divenire più evidente delle altre cicatrici alternative.
  • La cicatrice nel cavo ascellare in certi casi può causare fastidio nel sollevamento degli arti superiori.
  • La via ascellare dato il tragitto che costringe di seguire prima di giungere al posizionamento della protesi, può costituire un fattore aggiunto di rischio per dislocazioni della protesi in alto e costringere a un reintervento con maggiore frequenza di quanto non possa accadere a seguito delle altre vie di accesso per lo stesso motivo (dislocazione della protesi).
  • La via ascellare può costituire fattore aggiunto di rischio della dislocazione della protesi mammaria in basso, non essendo il solco mammario in tale tecnica "fissato" chirurgicamente come nella tecnica alternativa con accesso dal solco.

Questi sono i motivi per i quali la via del solco sotto mammario è considerata la via elettiva per l'accesso chirurgico nell'intervento di aumento di volume del seno.

 

Preparazione all’intervento di mastoplastica additiva

 

In alcuni casi può essere raccomandabile una mammografia prima dell’intervento.
Ciò contribuirà a individuare eventuali modifiche future nel tessuto mammario.
Se siete una fumatrice è consigliabile che smettiate di fumare molto prima dell’intervento. Ricordate che l'aspirina ed alcuni farmaci anti-infiammatori possono causare un aumento del sanguinamento; si consiglia di evitare di assumere questi farmaci per un adeguato periodo di tempo prima dell'intervento chirurgico. Il chirurgo vi fornirà ulteriori istruzioni preoperatorie.

L'intervento di aumento del seno con protesi è di solito effettuato in regime di day surgery (con ricovero di un giorno).
Se questo è il vostro caso, assicuratevi di disporre di qualcuno che funga da vostro accompagnatore per “guidarvi” a casa dopo l'intervento chirurgico e per stare con voi almeno la prima notte dopo l'intervento.
L’intervento chirurgico di aumento del seno può anche essere eseguito in regime di ricovero ordinario (con una notte di degenza).
Il tipo di anestesia più comune è l’anestesia generale durante la quale vengono somministrati farmaci analgesici che rendono confortevole anche il post-operatorio. Talvolta si preferisce eseguire l’intervento in anestesia locale con sedazione.

 

Il giorno dell’intervento chirurgico di aumento del seno

 

Terminato l'intervento, nel caso la scelta del tipo di ricovero si sia indirizzata verso il regime di day surgery, la paziente sarà tenuta in osservazione per qualche ora nella recovery room, dove sarà monitorata prima di essere dimessa con il nuovo seno protetto dalle bende chirurgiche o da un reggiseno chirurgico.
Generalmente dopo un intervento di mastoplastica additiva è possibile essere dimessi dopo alcune ore, a meno che non si sia optato per il ricovero anche per la notte.

 

 Dopo l’intervento

Un giorno o due dopo l'intervento chirurgico di mastoplastica la medicazione chirurgica verrà rinnovata e sostituita con un reggiseno di tipo sportivo, cioè contenitivo. Dopo sei/sette giorni sarà consentito fare una doccia.
I punti di sutura verranno rimossi dopo una settimana circa. Dolori (sensazioni fastidiose) specie nel caso di posizionamento delle protesi sotto il piano muscolare tendono a risolversi in qualche giorno. Così il gonfiore, specie ai poli superiori delle mammelle.
A conclusione della procedura di aumento del seno generalmente si prescrive un particolare tipo di reggiseno contentivo. In questa fase è necessario seguire attentamente le istruzioni del proprio chirurgo plastico.
Già prima della dimissione, voi e i vostri cari sarete stati ben istruiti su come comportarvi nei giorni e nelle settimane successivi. In alcuni casi vi saranno lasciati dei tubicini di drenaggio che verranno rimossi uno o due giorni dopo. In tutti i casi vi verrà prescritta una terapia antibiotica.

 

Ripresa delle normali attività dopo la mia mastoplastica additiva

Anche se ci vorranno diversi giorni per tornare alle più normali attività dopo l'aumento del seno, è importante per un rapido recupero alzarsi precocemente e muoversi: bando alla pigrizia. Dopo l'aumento del seno è spesso possibile tornare a lavorare entro pochi giorni o al massimo entro una settimana, a seconda del tipo di attività che sono previste dal vostro lavoro.
L'attività fisica dovrebbe essere evitata per almeno le prime due settimane dopo l'intervento. Dopo di che occorre fare attenzione a tutti gli stress che coinvolgono la regione dei muscoli pettorali per almeno un mese.

 

Risultati mastoplastica additiva


Risultati della mastoplastica additiva con protesi

  • L’integrazione di volume di un seno con l’impianto di protesi mammarie, se l'indicazione a questo tipo di procedura è stata posta correttamente, renderà il seno più pieno e migliorerà la sua forma, aumentando allo stesso tempo le possibilità di scelta del tipo abbigliamento preferito. In molti casi i vantaggi si rifletteranno sensibilmente anche sull’umore, nel senso di una aumentata autostima e di una aumentata fiducia in sè.
  • Nelle foto le mammelle appaiono evidentemente cadenti e parzialmente svuotate dopo una gravidanza. Con le nuove protesi anatomiche a gel coesivo è stato possibile evitare l'intervento di mastopessia che sarebbe stata un’opzione chirurgica alternativa ( con le relative cicatrici aggiuntive ) per sollevare il seno ptosico. Con le nuove protesi anatomiche è stato possibile rendere l’idea di un seno più giovane, più sollevato e quindi di migliorare sensibilmente l’estetica del seno senza cicatrici particolarmente evidenti, come risulta dalle foto post operatorie.
  • In termini di durata dei risultati ottenibili con l’intervento di aumento del seno con protesi e relativamente ai limiti di durata nel tempo degli impianti protesici, possiamo affermare che, fatti salvi i casi di rottura casuale e accidentale delle protesi, (per difetti costruttivi o per traumi contusivi), la sostituzione chirurgica delle protesi con nuovi impianti è un evento da prendere in considerazione in un arco di tempo molto lungo.

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Paziente con ipoplasia mammaria con indicazione a impianto di protesi mammarie. Risultato a fine intervento di impianto protesico per via sottomammaria con la tecnica del dual plane.

 

 Rischi e complicazioni mastoplastica additiva con protesi

 

La valutazione dei rischi per un intervento di impianto di protesi mammarie.

 

Ogni anno molte migliaia di donne si sottopongono ad interventi di aumento del seno e sono soddisfatte.
Tuttavia è giusto che chi decida di sottoporsi ad un qualsivoglia intervento di chirurgia estetica sia consapevole, oltre che dei benefici, anche dei rischi che può correre.
Ci rendiamo conto che tutti sanno che ogni procedura chirurgica presenta dei rischi generici e che la chirurgia plastica o la chiurgia estetica non fanno eccezione. Ma è giusto conoscere nel dettaglio tutti gli aspetti specifici del rischio, caso per caso e per singola procedura, affinchè la scelta di sottoporsi all’intervento sia per ogni paziente libera e consapevole.
Premesso che il tema dei rischi e delle potenziali complicanze della chirurgia estetica è più opportuno che venga dettagliatamente discusso in relazione al vostro caso specifico e direttamente col vostro chirurgo estetico di fiducia, è bene sapere che alcune delle possibili complicanze che possono accadere e che devono essere oggetto di approfondimento, includono:

  • reazioni all'anestesia
  • possibili ematomi che possono richiedere  di essere drenati chirurgicamente
  • possibili infezioni
  • Alterazioni della sensibilità del capezzolo o dell’areola, anche se di solito sono disagi temporanei

 

Mastoplastica additiva - complicazioni.

 

Le complicazioni più frequenti dopo un intervento di mastoplastica additiva sono peraltro costituite dalla cosiddetta contrattura capsulare. Intorno alle protesi mammarie infatti si può formare un involucro fibroso che in certi casi diventa più spesso e tende a contrarsi comprimendo la protesi sottostante.
Ciò può comportare un indurimento del seno e talvolta un aumento della tensione delle mammelle nonchè alterazioni della forma e della simmetria, specie se il fenomeno interessa una sola delle due mammelle.
Altra complicazione conseguente all'impianto di protesi mammarie è il cosiddetto wrinkling (corrugamento), che consiste nella percezione tattile, e talvolta anche visiva, delle piegoline che le protesi assumono a seguito di una contrattura capsulare anche modesta. Questo fenomeno si manifesta specie se la paziente è molto magra e quindi presenta scarso spessore nei tessuti che ricoprono le protesi. Questa complicanza può presentarsi anche a distanza di tempo. Ciò è dovuto anche al fatto che le protesi mammarie, per mantenere una maggior morbidezza e per poter essere inserite più agevolmente attraverso un piccolo accesso chirurgico (dimensione dell'incisione chirurgica), sono nella fase costruttiva appositamente sotto riempite.
È per questo motivo che le protesi mammarie possono presentare delle piegoline se costrette in uno spazio più ristretto come accade a seguito della contrattura capsulare periprotesica.
Un motivo di insoddisfazione può essere l’asimmetria delle mammelle esito dell’intervento, dovuta ad una preparazione imprecisa delle tasche di alloggiamento delle protesi, alla migrazione di una delle due protesi verso il basso o più spesso verso l’alto, sotto l’azione del muscolo grande pettorale.

Di più raro riscontro, tra i motivi di insoddisfazione, il risultato di una mammella di dimensioni minori o maggiori rispetto a quelle desiderate.

 

Da ricordare

 

Le protesi mammarie non sono dispositivi dalla durata eterna.
Se si rompe un impianto protesico con protesi mammarie riempite di soluzione salina, il contenuto che fuoriesce è innocuo e viene assorbito dal corpo in poche ore. La conseguenza immediata è il cambiamento improvviso della dimensione del seno che si riduce di volume.
La rottura di una protesi mammaria può verificarsi a seguito di un trauma al torace ma più comunemente si verifica spontaneamente senza alcuna causa apparente. Ciò richiede la sostituzione chirurgica dell’impianto mammario.
Se la paziente si trova in una fascia di età (over 40) nella quale gli esami mammografici dovrebbero essere eseguiti periodicamente, sarà importante riferirsi ad un tecnico di radiologia esperto nel sottoporre ad esame radiografico soggetti portatrici di protesi mammarie. Il vostro chirurgo plastico in alcuni casi può raccomandare altri tipi di esami, quali l'ecografia o la risonanza magnetica.

 

Mastoplastica additiva - malattie autoimmuni.

 

Alcune donne portatrici di protesi mammarie hanno riferito problemi del tipo di malattie immuno-correlate. E’ altrettanto vero che questo tipo di patologie colpiscono anche soggetti non portatori di protesi mammarie, quindi la domanda chiave è se le protesi mammarie aumentino il rischio di sviluppare queste patologie.

Diversi studi di grandi dimensioni sono stati completati ed hanno fornito dati rassicuranti che escludono che le donne con protesi al seno abbiano un aumento significativo di rischio per queste malattie.

 

Prezzo: € 6.000
Rateazione: € 219,50
Tempi di attesa: 15 gg.
Durata intervento: 1 ora
Ricovero: diurno (day hospital)
Rispresa normale attività: 3 giorni
Ripresa attività sportiva: 2/3 settimane
Evitare l'esposizione al sole per: 1 mese
Anestesia: generale